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Giardini


...ogni giardino è, prima di tutto, l'apprendimento del tempo, del tempo che è come la pioggia, il vento e il sole e del tempo che passa, il ciclo delle stagioni...
Erik Orsenna

Parti alla scoperta dei giardini più belli d'Italia con SHG, un'esperienza autentica, unica e indimenticabile attraverso alcuni dei luoghi più famosi della nostra zona.

A partire da ciascuno degli hotel del gruppo SHG, puoi visitare questi splendidi giardini, prenotare la tua visita in anticipo o chiedere al nostro concierge come raggiungerli. Trascorrerai una giornata indimenticabile.

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Roseto Comunale

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Villa Borghese

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Villa Borghese

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Villa Borghese

Roseto Comunale di Roma

Il Roseto Comunale di Roma è aperto solo per la fioritura delle rose dal 21 aprile agli inizi di giugno.
In un'area di circa 10.000 m² in leggero declivio, con i ruderi del Palatino sullo sfondo, divisa in due da via di Valle Murcia (aperta nel 1934), si trovano circa 1.100 diverse specie di rose.

Nel settore più grande sono ospitate le varietà che permettono di tracciare l'evoluzione della rosa dall'antichità ad oggi, suddivise tra "rose botaniche", "rose antiche" e "rose moderne".

Fu istituito nel 1931 su decisione del Governatore di Roma, il principe Francesco Boncompagni Ludovisi, su sollecitazione della contessa Mary Gayley Senni originariamente sul  Colle Oppio e, distrutto dai bombardamenti durante WWII, fu ricostituito nella Valle Murcia. 

Passeggiare tra una moltitudine di rose di  varietà rare, colori straodinari e inebriante profumo sarà un esperienza unica che arrichirà il Vostro soggiorno romano. Orari e Prezzi



I Giardini segreti di Villa Borghese

Nella Villa del cardinale Scipione i giardini privati, situati ai lati del Casino nobile e realizzati tra il 1610 e il 1633, erano due: il primo, detto "dei melangoli" (aranci amari) e il secondo, detto "dei fiori". Un terzo fu realizzato intorno al 1680, tra i due padiglioni dell'Uccelliera e della Meridiana.

Vi si coltivavano fiori rari ed esotici, in particolare bulbose.

Il restauro, realizzato alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, ha riproposto il disegno delle aiuole e le fioriture seicentesche. Il quarto giardino, detto giardino di propagazione, è utilizzato come vivaio delle piante esposte negli altri tre giardini.

Giardino Boschereccio

Antistante il Casino nobile, fu progettato da Flaminio Ponzio nel 1606. Originariamente suddiviso in 23 riquadri contenenti diversi tipi di alberature, scanditi da alte siepi sagomate e ornati da preziosi arredi, quale le Fontane Oscure e la Grotta dei Vini.

Oggi è solo parzialmente percepibile la suddivisione in riquadri, mentre la vegetazione arborea è stata variata con specie sempreverdi e caduche.

Parco dei Daini

In via P. Raimondi Detto anche "Parco delle prospettive", secondo recinto nell'impianto seicentesco, era riservato al Principe.

A delimitare i viali furono poste le colossali erme (restaurate nel 2005), opere di Pietro e Gian Lorenzo Bernini. A ridosso del muro di confine fa da fondale la Prospettiva del Teatro, riccamente decorata da rilievi antichi, realizzata intorno al 1615.

L'attuale denominazione dell'area è legata alla presenza di daini e gazzelle, fino a tutto l'Ottocento.

Giardino posteriore del casino nobile

In Piazzale Scipione Borghese Nell'impianto originale il piazzale aveva al centro la fontana del Narciso e attorno numerose statue antiche, arredi e quattro erme attribuite a Pietro Bernini e al figlio Gian Lorenzo.

La sistemazione novecentesca sostituisce la fontana con quella di Venere e il piazzale è sistemato a giardino formale.

Giardino del lago

In Via Madama Letizia, viale Pietro Canonica Alla fine del Settecento Marcantonio IV Borghese volle trasformare il piano dei licini (lecci) in un giardino alla moda dei tempi.

Accanto agli architetti Asprucci, direttori dei lavori, si alternarono giardinieri e artisti, tra cui Jacob More, paesaggista inglese. Si tratta di uno dei pochi esempi di giardino all'inglese in area romana, ricco di piante esotiche quali banani, bambù e cipressi calvi.

Caratteristico è il lago, che imita uno stagno naturale, con al centro il tempio di stampo classico dedicato ad Esculapio, decorato con sculture antiche restaurate da Vincenzo Pacetti.

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